Una piccola nota di benvenuto

Cosa è un Giardino Filosofico? L'abbiamo immaginato come un luogo di incontro tra amici, in cui la filosofia è a casa. E' un poco epicureo, non sale verso le meteore, scende in terra tra le persone, appunto, in un piccolo giardino, a fare filosofia dove normalmente viviamo. L'Inventificio Poetico è, ispirandosi a Pietro M. Toesca, lo spazio delle invenzioni, quelle che rendono sensato vivere. Per sapere che al mondo il bene supera il male basta dire che siamo ancora vivi, altrimenti non saremmo più qui. Insomma, cerchiamo di alimentare questa differenza, in ciò consiste l'utopia del Giardino Filosofico e Inventificio Poetico, il cui sottotitolo è: "Volgere liberi gli occhi altrove".


giovedì 30 agosto 2018

Festa Cantiere PersicetoNoir

La rassegna culturale itinerante “Fili di parole – Viaggio nella lettura e tra i lettori”, ormai giunta alla tredicesima edizione, il 5 e 6 settembre 2018 si sposta a San Giovanni in Persiceto e diventa “PersicetoNoir“.
Alle ore 21:00 del 5 settembre l’incontro sarà nel cortile del palazzo comunale: Marilù Oliva dialogherà con Camilla Ghedini sul tema:“Femminicidio tra cronaca e letteratura”. Alla stessa ora ma giovedì 6 settembe l’incontro sarà in piazzetta Betlemme con Loriano Macchiavelli e Francesco Guccini sul tema: “Appennini Noir tra Emilia e Toscana“. Nell'occasione e solo per il 6 Settembre presso la 'Trattoria della piazzetta', in piazza Bettlemme, cena con gli autori alle ore 19. Prenotazioni al: 3920462046.
Contrariamente a quanto annuncia la locandina, il giornalista e scrittore Sandro Toni non sarà presente.
Altre informazioni sul sito del Comune di San Giovanni in Persiceto, che patrocina la manifestazione con la collaborazione dell’Associazione Giardino filosofico e inventificio poetico, Regione Emilia-Romagna, EnERgie diffuse e Distretti Culturali Bologna città metropolitana.
Ingresso gratuito.

martedì 7 agosto 2018

Forse vale anche per l'Italia?

Slavoj Zizek scrive nel saggio 'Difesa dell'intolleranza:
'E' evidente che le masse di dimostranti nella DDR, in Polonia e nella repubblica ceca "volevano qualcos'altro", un oggetto utopico d'impossibile pienezza, chiamato con appellativi di ogni genere ("solidarietà", "diritti umani" e altro ancora) e non quello che poi avrebbero avuto in realtà. Davanti a questa spaccatura tra aspettative e realtà esistono due modi di reagire: il modo migliore per illustrarli è ricorrere alla nota distinzione tra fool (buffone) e knave (furfante). Il fool è un sempliciotto, un buffone di corte cui è consentito dire la verità proprio perché è sospeso il "potere performativo" (l'efficacia sociopolitica) della sua parola. Lo Knave, invece, è il cinico che dice pubblicamente la verità, un imbroglione che cerca di far passare per onestà la propria ambiguità, un briccone che ammette la necessità di una repressione illegale per mantenere la stabilità sociale. Dopo il crollo del comunismo lo knave si presenta come un neoconservatore, fautore del libero mercato, che respinge seccamente qualsiasi forma di solidarietà sociale in quanto espressione di un sentimentalismo che ostacola la produttività, mentre il fool è un critico "radicale" della società, sostenitore della multiculturalità che, attraverso le sue pratiche ludiche destinate a "sovvertire" l'ordine esistente, in realtà ne assume una funzione di supporto.... Questo crudele ribaltamento del sublime che si trasforma in ridicolo deriva evidentemente da un doppio fraintendimento avvenuto nell'autopercezione pubblica dei movimenti di protesta sociale attivi negli ultimi anni...'.

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