Forse vale anche per l'Italia?
Slavoj Zizek scrive nel saggio 'Difesa dell'intolleranza:
'E' evidente che le masse di dimostranti nella DDR, in Polonia e nella repubblica ceca "volevano qualcos'altro", un oggetto utopico d'impossibile pienezza, chiamato con appellativi di ogni genere ("solidarietà", "diritti umani" e altro ancora) e non quello che poi avrebbero avuto in realtà. Davanti a questa spaccatura tra aspettative e realtà esistono due modi di reagire: il modo migliore per illustrarli è ricorrere alla nota distinzione tra fool (buffone) e knave (furfante). Il fool è un sempliciotto, un buffone di corte cui è consentito dire la verità proprio perché è sospeso il "potere performativo" (l'efficacia sociopolitica) della sua parola. Lo Knave, invece, è il cinico che dice pubblicamente la verità, un imbroglione che cerca di far passare per onestà la propria ambiguità, un briccone che ammette la necessità di una repressione illegale per mantenere la stabilità sociale. Dopo il crollo del comunismo lo knave si presenta come un neoconservatore, fautore del libero mercato, che respinge seccamente qualsiasi forma di solidarietà sociale in quanto espressione di un sentimentalismo che ostacola la produttività, mentre il fool è un critico "radicale" della società, sostenitore della multiculturalità che, attraverso le sue pratiche ludiche destinate a "sovvertire" l'ordine esistente, in realtà ne assume una funzione di supporto.... Questo crudele ribaltamento del sublime che si trasforma in ridicolo deriva evidentemente da un doppio fraintendimento avvenuto nell'autopercezione pubblica dei movimenti di protesta sociale attivi negli ultimi anni...'.
'E' evidente che le masse di dimostranti nella DDR, in Polonia e nella repubblica ceca "volevano qualcos'altro", un oggetto utopico d'impossibile pienezza, chiamato con appellativi di ogni genere ("solidarietà", "diritti umani" e altro ancora) e non quello che poi avrebbero avuto in realtà. Davanti a questa spaccatura tra aspettative e realtà esistono due modi di reagire: il modo migliore per illustrarli è ricorrere alla nota distinzione tra fool (buffone) e knave (furfante). Il fool è un sempliciotto, un buffone di corte cui è consentito dire la verità proprio perché è sospeso il "potere performativo" (l'efficacia sociopolitica) della sua parola. Lo Knave, invece, è il cinico che dice pubblicamente la verità, un imbroglione che cerca di far passare per onestà la propria ambiguità, un briccone che ammette la necessità di una repressione illegale per mantenere la stabilità sociale. Dopo il crollo del comunismo lo knave si presenta come un neoconservatore, fautore del libero mercato, che respinge seccamente qualsiasi forma di solidarietà sociale in quanto espressione di un sentimentalismo che ostacola la produttività, mentre il fool è un critico "radicale" della società, sostenitore della multiculturalità che, attraverso le sue pratiche ludiche destinate a "sovvertire" l'ordine esistente, in realtà ne assume una funzione di supporto.... Questo crudele ribaltamento del sublime che si trasforma in ridicolo deriva evidentemente da un doppio fraintendimento avvenuto nell'autopercezione pubblica dei movimenti di protesta sociale attivi negli ultimi anni...'.

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