Domenica 6 Maggio dalle 10 alle 12 secondo incontro sul pensiero femminile
La Storia ci ha insegnato mille cose, ma non la più indispensabile: essere e restare due nell'amore e nella civiltà. Per provare ad adempiere un tale compito, ho dovuto rileggere sia Marx che Hegel. Ho dovuto ripercorrere il cammino della Storia. Mi sono quasi ritrovata nella nudità della mia natura, che non è quella dell'uomo.
Ho preferito l'alternativa di vestirmi, di vestirci, di un codice civile piuttosto che ritrovarmi, ritrovarci, espulsi dal paradiso terrestre con il peso di un peccato da riscattare nel dolore. All'abitudine di parlare soltanto al livello dei bisogni: di fame, di derelizione, di sostegno parentale, ho provato a sostituire parole indirizzate a un uguale a me, quest'uguale essendo un differente, di un altro genere.
Ho quasi ripreso la strada della parola e sono ancora ai primi passi. Ho capito che diciamo cose diverse credendo di dire le stesse cose.
(Luce Irigaray, La democrazia comincia a due, Bollati Boringhieri).
Domenica 6 Maggio proseguiremo a smontare con Luce Irigaray l'economia binaria del modello simbolico maschile, cioè la struttura oppositiva, duale e gerarchica che innerva l'ordine fallogocentrico. Un ordine strutturato sul medesimo e l'altro, sul soggetto e l'oggetto, sul vero e sul falso, sull'amico e il nemico, sull'autoctono e lo straniero e su ogni dualismo oppositivo.
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